Centro agricolo e industriale del comprensorio pavese, Pieve Porto Morone si trova a sinistra del fiume Po, a una trentina di km a sud-est del capoluogo.
Il Nome di Pieve Porto Morone, di origine fluviale, ricorda il porto o passaggio che fino al 7° o 8° secolo era qui stabilito sul Po (punto di approdo e di imbardo per il trasporto delle merci che viaggiavano sulla via Emilia e sul fiume Po).
Non è improbabile che il distintivo Morone (Moronus, Moronis, Moronius) gli sia stato aggiunto a motivo di qualche grosso gelso o morone (morus) che sorgeva vicino al porto stesso e serviva di insegna a chi voleva tragittare dall’altra riva, o alle navi che dovevano farvi sosta per gli scambi.
In seguito il fiume tragittò mezzo Km. Circa più a valle, in località Mezzano di Parpanese (ora di pieve).
Dal 1800 circa all’antica nave natante fu sostituito un ponte di chiatte.
In antico Porto Morone era probabilmente una colonia Romana, come attestano i ritrovamenti di materiale archeologico affiorati nella zona, e fin dal 7° od 8° secolo pertinenza della Corte Regia dell’Olona, ma se ne separò in seguito.
Appare con il nome di Plebs Porti Moronus nel diploma con cui, nel 1164 l'imperatore Federico I concesse a Pavia la giurisdizione sull'Oltrepò Pavese, la Lomellina, e anche alcune località periferiche del Pavese (come Pieve Porto Morone) che probabilmente non le appartenevano già.
Alla primitiva denominazione di Porto Morone fu poi unito il titolo di Pieve, a significare la distinzione di ampia giurisdizione e diritto battesimale della sua Chiesa.
Fu signoria dei Conti di Rovescala, discendenti dei Conti di Pavia, dal 1228.
Appartenne alla Campagna Sottana pavese, e come molti paesi circostanti nel XV secolo fu incluso nel Vicariato di Belgioioso che fu infeudato a un ramo cadetto della casa ducale degli Estensi, che confluì per matrimonio nel 1757 nei principi Barbiano di Belgioioso.
Il Vicariato aveva come capoluogo Corteolona (Belgioioso infatti, pur dando il nome al Vicariato, non ne faceva parte).
Nel XVIII gli fu annesso il comune di Casone del Mezzano (l'attuale Casoni), e nel 1886 gli fu aggregato il soppresso comune di Mezzano Parpanese (l’attuale Mezzano)
A testimoniare il passato della cittadina restano la Chiesa di S. Vittore (XII sec.), il ca¬stello, che conserva parti del sec. XV e un’interessante meridiana, e, in frazione Casoni, la Chiesa di S. Rocco, edificata nel XVI sec. per volere della contessa Isabella Triulzi e completamente ricostruita nel 1882
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